giovedì 22 aprile 2010

Ma è sempre colpa delle madri?


Ma è sempre colpa delle madri?
Intorno alla maternità alita uno strano alone giudiziale-pregiudiziale che normalmente finisce con il condannare le madri per ogni loro gesta, anche quelle inconsce.
 Il giudizio più feroce viene, ovviamente, dalle donne sia che abbiano prole sia che ne siano sprovviste. Quasi nessuna si esime da dispensare perle di saggezza, ma il loro consiglio generalmente si traduce in una sorta di condanna sulla tua capacità educativa o sul tuo istinto materno.
Non ho mai creduto che ci fosse un solo modo di essere madre, un solo modo di relazionarsi ad un bambino, e questa convinzione si è radicata definitivamente da quando sono diventata mamma.
Non è mai una condanna dichiarata, ma piuttosto un’allusione velata, una battuta scherzosa, o un’osservazione rivolta al piccolo.
Certe donne, per il solo fatto di aver partorito sono convinte di sapere tutto sui bambini, anche su quelli altrui, sono quelle che non ti ascoltano, che ad ogni tua affermazione asseriscono convinte: “anche il mio…sapessi!”, perché per loro la maternità è abnegazione, rinuncia, ti fanno sentire indegna della tua lamentela perché “cosa credevi che fosse diventare mamma?”. Loro, ovviamente, lo sapevano già e quindi sono prive di ansie, sensi di colpa, dubbi.
La donna, appena partorito, subisce un attacco su tutti i fronti: “attaccalo subito al seno”, “devi allattarlo”, “non viziarlo”, “non tenerlo troppo in braccio”, “fallo dormire con te”, “mettilo subito nella sua cameretta” ecc. Di dogmi come questi potrei elencarne a centinaia. Spesso contribuiscono soltanto ad aumentare la confusione che già regna nella vita di una neo mamma alle prese con un mondo nuovo, tutto da scoprire.
I dispensatori di consigli (spesso non richiesti) dovrebbero ricordare che quello è il loro modo di rapportarsi al loro bambino, non il modo universale di essere mamma. Quei consigli spesso sono dispensati solo per rafforzare la loro convinzione, il loro precetto educativo.
Rapportarsi con un neonato che piange poco non è la stessa cosa che farlo con un figlio che strilla continuamente per le coliche o “chissà cosa”. Il feedback che si riceve non è lo stesso. Ci sono madri che si colpevolizzano (o che vengono colpevolizzate) di non riuscire a calmare il pianto del neonato. Se alla propria voce interiore si aggiunge quella di chi sta intorno che, in modo insidioso, ti fa capire che forse sei troppo nervosa, forse non sei in grado di farlo rilassare, forse… Forse quella mamma avrebbe solo bisogno di un po’ di silenzio e di qualche ora di sonno in più, o di prendersi un caffè con un’amica per un’oretta.
 
Se il bambino è vivace non sei stata in grado di educarlo, se non si attacca al seno non ha una buona rappresentazione materna, non hai pazienza, se si sveglia troppo di notte lo hai viziato, se vomiti in gravidanza non accetti tuo figlio, se torni troppo presto al lavoro lo traumatizzi, se lo allatti troppo esageri. Potrei elencarne a centinaia.
 La prossima volta che un’amica ci esprime le sue perplessità, paure, dubbi inerenti il proprio ruolo di mamma, proviamo a porci in ascolto, a sospendere il giudizio, forse la aiuteremo a sentirsi meno incapace.

7 commenti:

  1. Sì, hai ragione. Ma nel post parto non è facile avere questo distacco, poichè l'ansia ed il senso di incapacità rischiano di prendere il sopravvento!

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  2. sai che appena partorito, per una decina di giorni circa, sono stata assolutamente convinta che la depressione post parto non venisse a causa degli ormoni, ma dei parenti?
    sotto sotto lo penso ancora...

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  3. @ jullala
    ma sai che hai trovato la causa? magari non tutti ma quasi!!! ora bisognerebbe trovare la cura!!!
    ma vaglielo a dire a qualcuno di diradare le visite perchè se nei primi tre mesi che sei mamma (gli unici passati a casa perchè poi sono rientrata a lavoro) hai 24 ore al gg. la casa invasa di gente un pò le palle tu girano anche perchè tuo figlio non riesci nemmeno a vederlo che se lo passano come una palla e per fortuna che l'ho allattato che sennò non mi permettevano neanche di dargli da mangiare!!!!
    se ci ripenso mi viene ancora da piangere!!!!

    cara Ary ti hanno fatta arrabbiare per bene? mi fa un incazzo che non capiscono che A VOLTE è meglio star zitti invece di rompere con consigli e direttive non gradite!!!!
    ti abbraccio forte come va il pancione?

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  4. mammina: sono pedagogista, consulente familiare. Ne vedo tante di mamme in difficoltà perchè bombardate di consigli spesso inutili ai quali pensano di doversi conformare. Quando dico loro di non dimenticarsi del loro istinto, leggo nei loro occhi una sorta di liberazione, è soprattutto per loro che ho scritto questo post.  Poi di suggerimeti inutili ne ho avuti anche io, ma ho sempre lasciato poco spazio agli invadenti.
    Il pancione cresce! Grazie mille.

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  5. sono felice per te che vada (finalmente) tutto bene
    una abbraccio
    mammina74

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  6. ilmaredentrome6 maggio 2010 10:51

    questo post porta alla luce molti spunti di riflessione, sono grandi verità.

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  7. Una neomamma ha più bisogno di una calda ma discreta vicinanza emotiva che di dispensatori di consigli (inutili o anche utili, ma troppo spesso INVADENTI).Una persona disposta ad ascoltarti, e un amico o parente che ti dia una mano pratica in casa mentre sei dietro a un pupo frignante,anzichè esser mitragliate da perle di saggezza/sentenze non richieste...

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