martedì 16 ottobre 2012

Parolacce

Casa Fujiko interno notte.
"Dormi tesoro, è tardi."
"Guadda mamma il ciuccio."
"Già, il ciuccio, ora fai la nanna"
"Guadda mamma l'ho incastrato"
"Già,  l'hai incastrato nel cuscino, ora tiralo fuori e basta."
"Incastrato?"
"Già, incastrato."
"Incastrato...ma casso dicio.."
"^^"
Temo che il co-sleeping sia l'ultimo dei miei problemi.
Il micrognomo è un contenitore esplosivo di parolacce: ne sa pochissime, ma quelle tre le usa sempre a proposito. Noi, assidui frequentatori dello'accademia della crusca, ignoriamo dove le abbia apprese, speriamo le dimentichi in fretta.
Ma voi come vi comportate? Non vale ridere, una pedagogista non dovrebbe avere simili dilemmi.

martedì 11 settembre 2012

Attachment parenting o come diavolo si chiama

Casa Fujiko interno notte.
"Nano, e' stata una bella giornata oggi?"
"Si, mamma."
"Dimmi le cose belle che ti sono capitate, dai!"
"Sono andato all'asilo nuovo, ho giocato con il camion e poi tu finalmente sei andata via e io sono rimasto con le maestre nuove"

Ok, inserimento riuscito, ma come-l'ho-fatto-lo-disfo.
Post dedicato agli allarmisti del co-sleeping, attachment parenting, allattamento a richiesta e compagnia bella!

domenica 5 agosto 2012

Quei giorni

Ci sono giorni che sembrano non finire mai, durante i quali ti chiedi incessantemente dove hai sbagliato. E lo trovi quel "dove", ne trovi cento, mille di errori, quei giorni in cui saresti in grado di incolparti anche per l'afa di Caronte e per il rincaro delle accise.
Oggi e' uno di QUEI giorni.
In cui l'occhio e' costantemente focalizzato su ciò che non va, in cui l'impazienza prende il sopravvento sulla ragione, in cui i bilanci non quadrano mai.
Quei giorni in cui tuo figlio impiega un'ora e venti per addormentarsi, rovescia tre volte il succo sul tappeto, quell'altro si lancia dal divano e si spezza un dentino, in cui la nonna ti chiede ottocento volte in un minuto la stessa cosa e il cane non ne vuole sapere di dormire in cuccia.
Quei giorni in cui già alle 9 25 del mattino avresti bisogno di tre red bull o di sei ore di meditazione tibetana onde evitare stragi.
Quei giorni in cui la vicina di casa e' simpatica quanto un'emorroide sanguinante e in tv trasmettono la replica di "caro maestro".
Ecco, voi come sopravvivete a QUEI giorni?
Gli stupefacenti non sono consentiti, please.

venerdì 20 luglio 2012

Lui e lei

Lei è perennemente in bilico tra realtà e fantasia, sempre alla ricerca dei colori.
Lui è tenace, concreto e convinto che il mondo sia bianco o nero. Il grigio lo spazientisce, salvo poi riuscire perfettamente ad adattarsi alle nuove situazioni. Come riesca a smussare i suoi angoli resta ancora un mistero.

Lei è romantica.

 Per lui l'amore è un'equazione. E' capace di rispondere ad un lungo messaggio smielato con un secco "idem". Poi rimedia con inaspettati slanci di generosità ancora in grado di sorprenderla.

Lui, da buon ingegnere, sa come funzionano le cose, se non lo sa, tenta caparbiamente di comprenderlo, lei si crogiola nella propria ignoranza, vive pericolosamente di fatalismo. Cosa che, ovviamente, lui deplora.

Per lui la vita è un algoritmo, una successione logica di eventi e di soluzioni.

Lei vive di attimi, programmare le costa una fatica immane. Le persone molto organizzate le mettono ansia.
Con i figli lui arrotonda il quadrato: è gioioso, permissivo e fatalista.
Con i figli lei srotola la pergamena della laurea in pedagogia e si irrigidisce, sentenzia: "questo sì, questo no". Lei,  sapeva tanto dei bambini "prima" di conoscere i suoi figli, ora non sa, va per tentativi.

Lui è capace di farla incazzare come pochi al mondo, specie quando ha ragione.
Senza di lui in il suo mondo sarebbe certamente peggiore.

domenica 10 giugno 2012

Pedagogista

"Dottoressa, mi hanno detto che, statisticamente, avendo allattato per due anni, ho più probabilità di avere un figlio omosessuale!"
"A sì? E chi ti ha elargito tale perla di saggezza?"
"Un sociologo. Lei cosa dice?"

"Dottoressa, ho bisogno di un consiglio. Sono in crisi, non so come fare. Stiamo pensando di avere un secondo figlio, ma non so se è la decisione giusta. Ho paura.."
"Non si preoccupi, sua figlia, con il suo amore saprà accogliere il fratellino/sorellina se voi saprete..."
No, mica per quello sa, è che io ci tengo molto a dare in parti uguali, se devo fare due figli e far mancare ad uno le scarpine o i vestitini di un certo tipo, sa...ha capito cosa intendo..."

"Basta dottoressa, non ne posso più, io e mio marito abbiamo deciso di separarci. E poi, glielo confesso, io amo un altro."
"D'accordo, non sia precipitosa, parliamone.
"Guardi, io ho due figli, lui tre, non le nego che il mio ideale sono i Cesaroni!"

Ci sono giornate in cui fare la pedagogista lascia senza parole. Vi posso garantire che  non sono casi limite.

sabato 5 maggio 2012

Indipendenze

E' appurato, oramai, che le conquiste nane a casa Fujiko, siano il frutto di una pura coincidenza astrale. Così, dopo l'improvviso abbandono del ciuccio, nonostante un uso smodato e scriteriato da parte del piccolo gnomo, ora siamo giunti all'indipendenza definitiva degli sfinteri. Alla veneranda età di quattro anni il piccolo gnomo ha deciso che era ora di togliere il pannolino anche per la cacca. So di deliziarvi con argomenti degni di attenzione, spero non siate intenti a gustarvi un bel pranzetto leggendo le prodezze sfinteriche del nano. Comunque, questa sciagurata mamma-pedagogista, che tutto fa fuorché favorire l'indipendenza della prole, ha atteso con pazienza. Anche quando il "piccolo" affermava che in bagno ci sarebbe andato quando sarebbe stato grande come papà, quando ne avrebbe avuto voglia, oppure domani. Ebbene, una sera, Fujiko ha distrattamente pronunciato la frase "gnomo andiamo un bagno?" e lui, come per magia, ha detto "si". E così e' stato. Perché il nano, quando conquista qualcosa, poi non torna più indietro. Questo post era solo per dire che il cicaleccio del parentame o delle amiche saccenti che prospettano madri ottantenni impegnate a smerdare-cullare-co-dormire con figli cinquantenni, e' totalmente da ignorare. E quando qualcuno, vedendo uno gnomo di nove mesi pronuncia la frase "si vede che non va al nido perché non sa condividere", avete l'autorizzazione pedagogica di mandarlo beatamente a cagare, dite pure che ve l'ho suggerito io. Ma a voi hanno mai stracciato gli zebedei per i "ritardi" dei vostri cuccioli?

lunedì 2 aprile 2012

Primavera

No, non sono sparita. Cioe', un po' si, ma e' colpa della primavera.
Primavera e ora legale ci hanno regalato dieci notti di risvegli notturni del micro gnomo. Odio il cambio dell'orario, lo so, ho una sensibilita' ecologica che fa cagare, pazienza.
I primi sbalzi di temperatura hanno portato con se' tosse notturna che pareva di stare sotto i bombardamenti di Sarajevo. Vogliamo pure aggiungere che Fujiko e' allergica ai pollini?
Chiedetemi con quanta estasi mi fermo rapita ad ammirare i pruni i fiore...
Si,lo so, ho un'empatia con la natura che fa orrore.
Che poi, in realta', sono una delle poche che non si lamenta mai del tempo, a me va bene tutto: freddo, caldo ,pioggia, neve, me ne fotte una cippa, ma quei piumini leggeri che volano in questo periodo che mi provocano prurito ovunque...quelli proprio non li sopporto!!
E con le mie lamentele meteoropatiche vi auguro una buona primavera!!

sabato 3 marzo 2012

Il professor 'sti cazzi

Chiunque possieda un titolo di studio ha incontrato almeno una volta durante la sua carriera scolastica un professore 'sti cazzi.
Il professore 'sti cazzi sta all'insegnamento quanto Fabrizio Corona sta al codice civile.
Il professore 'sti cazzi si abbatte implacabile come una scure sul tuo ego, è diserbante per la tua auotostima.
Nulla esula dal suo programma: "mi parli della alfa 1 antitripsina".
"L'alfa 1 antitripsina è una glicoproteina..."
"Vada avanti, salti i preamboli!"
"Il deficit di questa glicoproteina..."
"Sì, va bene, mi disegni il dominio transmembrana.."
"'sti cazzi!" Non lo dici, ma lo pensi, ovviamente.
Il professore 'sti cazzi  ti incalza con le domande in modo compulsivo e tenace. Unico obiettivo: abbatterti.
"Mi parli del ruolo di Francois Raynouard nella filologia romanza".
"Mi, scusi, ma è un esame di patologia molecolare questo..."
"Signorina (signorina 'sta cippa) un medico non può non conoscere la filologia romanza".
Perchè, sappiatelo, il professor 'sti cazzi  è fermamente convinto che un medico debba essere  onnisciente, che le sue conoscenze debbano spaziare dalla medicina, alla fisica, passare per la chimica industriale e finire con un excursus nella cazzarologia.
E lì, quando ha capito di aver aperto un varco nella tua ignoranza, lui gongola, schiuma di rabbia, si straccia le vesti, si colora di verde in uno stravaso di bile orgiastico e grida a voce alta godendo nell'umiliarti.
Lo studente dalla lacrima facile non è altro che il corollario del suo operato.

La sua carriera giunge al culmine quando, dopo aver sparato ogni cartuccia, spiazza l'avversario con normative accademiche del tutto inventate, con lo scopo di seminare panico e terrore.
"Da oggi tutti quelli che hanno i capelli biondi non possono sostenere l'esame il giovedì".
E' serio nell'affermare i suoi deliri, ed è lì che capisci che l'unico modo di passare l'esame è quello di impallinarlo con una cerebottana di anestetico.
E voi ne avete incontrati di professori così?

sabato 18 febbraio 2012

Love is in the air

Il piccolo gnomo si è innamorato. Lei si chiama Elena, e come tutte le donna ammaliatrici e sciantose, è avvolta da un'aura di mistero che, al confronto, l'amletico enigma sulla mutanda di Belen, le fa un baffo.
"Ma di che colore ha i capelli?"
"Non lo so" risponde il nano sbattendo le ciglia.
"E gli occhi, di che colore sono?"
"Non lo so" sussurra sospirando.
"E' bella nano?"
"Sì, più bella di te".
"...."
"Sei dispiaciuta mamma?"
"No tesoro..."
"Allora perchè sbatti violentemente la testa contro il muro?"
"Così, verificavo che fosse portante...".

Fujiko non ha ancora verificato chi sia questa nanerottola di quattro anni che l'ha spodestata dal trono di Santo Edipo, ma presto vestirà i panni dell'ispettore Gadget. Sa già che non le piacerà. Così, a prescindere, da brava suocera, le sta già sulle palle.
"Ma che giochi fate?"
"Giochiamo a quello che vuole lei. Se vuole che le dia la mano gliela do', se non vuole no".
Lo so, lo so che ho cercato di educare il piccolo gnomo al rispetto e bla bla bla, ma un po' di sana clava no?
La pedagogista è tranquilla, la mamma grugnisce.

mercoledì 8 febbraio 2012

lunedì 30 gennaio 2012

Metti una sera a cena

Casa Fujiko durante una cena.
"Ahmm amore, mangia la pappa, senti come e' buona!" (un minuto di raccoglimento per il rincoglionimento materno).
Il micrognomo sporge la testa per vedere il postino Pat. Lo so, lo so, non dite niente. L'ho sentita anche io tata Francesca dire a Verissimo, trasmissione socio-educativa, che i bambini non devono mangiare davanti alla tv.
Ma noi, che amiamo vivere pericolosamente, incuranti di allevare dei futuri tiranni sociopatici, sfanculiamo i suoi consigli e, all'ora di cena, ci godiamo la visione del postino più idiota della tv. Santa Rai Yoyo, comunque, eh!
"Tesoro bello, ancora un cucchiaio!"
"..lale..mamma!"
"Come amore? Vuoi bere?"
"No!! ...lale..mamma!"
"La mamma non ha capito!"
"Non pallale semple mamma".
Non c'è che dire: il micrognomo a diciotto mesi dà le sue soddisfazioni materne.
Il prossimo che mi dice che il mestiere di mamma è il più gratificante gli ficco in gola un digitale terrestre, con buona pace di tata Francesca.

domenica 15 gennaio 2012

Sensi di colpa

Questa sera dopo 270 "no" del piccolo gnomo Fujiko ha urlato, sbraitato minacciato e puntato il dito indice in tono intimidatorio.
Non è fiera, perdere la pazienza, non è mai onorevole, specialmente con uno gnomo di tre anni.
Dopo aver fatto pace, prima di addormentarsi, il piccolo gnomo le dice: "mamma non mi piace quando ti arrabbi".
"Neppure a me tesoro, ma ogni tanto capita".
"Sai perchè non mi piace?"
"No. Perchè?"
"Perchè quando sei arrabbiata io sono solo, anche se sei qui mi sembra di dormire da solo".
Tesoro se hai un macete e lo vuoi piantare qui tra le scapole, fai pure
"Sei dispiaciuta mamma?"
"Un pò tesoro, ma ora passa, dormi sereno io sono qua".
Per affogare i sensi di colpa sto trangugiando un ovetto Kinder. L'ho fregato dalla calza della Befana.
Lo so, sono una madre di merda.

martedì 3 gennaio 2012

Quando la mamma è fuori

 


Metti una sera che la mamma esce con le sue amiche per una pizza dopo circa quattrocento anni di reclusione forzata.
Metti che quella mamma sia un attimo in apprensione, la libertà può avere effetti collaterali pericolosi se non viene usata a piccole dosi.
Metti che dopo un paio d'ore in cui sei rilassata ti arriva un messaggio così con scritto: "stai tranquilla mamma, noi qui ci divertiamo".
Inutile dire che il boccone di pizza è ancora qui tra l'esofago e il cardias.