L'influenza ha colpito anche a casa Fujiko. No, per la verità ha colpito solo Fujiko.
Ieri la nostra è stata abbattuta da febbre, dolori diffusi, tosse, mal di gola e naso colante. Il pensiero di mettere piedi fuori dal letto le pareva insopportabile, l'idea di occuparsi di due nani urlanti le pareva devastante.
Le è corsa in aiuto Mr G che ha rapito uno gnomo e le ha lasciato in gestione solo il micro che, come lei, era dotato di naso colante.
Ieri Fujiko aveva un solo desiderio: dormire, dormire, dormire.
Sognava una vita priva di responsabilità, in cui essere solo figlia, avere brodo caldo e borsa del ghiaccio all'occorrenza. Due labbra calorose che si posavano sulla fronte e decretavano la temperatura ancora prima del termomentro.
Sognava un piumone caldo e una camomilla fumante. Poi la tachipirina ha fatto effetto ed è tornata alla reltà.
Stanotte, visto lo stato catatonico della nostra, Mr G si è spupazzatto tutti i risvegli del micrognomo. Come dire: non tutto il male viene per nuocere.
Due figli, un marito, un cane, una bisnonna. Abbiamo una vita movimentata, incasinata, da morir dal ridere.
sabato 29 gennaio 2011
sabato 22 gennaio 2011
Micrognomi crescono
Questa facciotta qui la prossima settimana compie sei mesi. Già da quindici giorni abbiamo introdotto la seconda pappa alla sera perchè il micrognomo disdegna il latte che, tuttavia, rullo di tamburo per la botta di culo, beve soltanto alla notte, ben due volte.Rifiuta l'acqua dal biberon, la beve solo con il bicchiere(quanti anni hai in realtà?).
Direi che se continuiamo di questo passo la prossima settimana siamo pronti per il brasato con la polenta. Da qui allo spritz aperol il passo è breve.
domenica 16 gennaio 2011
Dell'inutilità dell'asilo nido
Casa Fujiko da due mesi a questa parte è diventata un lazzaretto. L'untore, manco a dirlo, è il piccolo gnomo che, da quando frequenta il nido, non si lascia sfuggire nemmeno un virus. Passato indenne ad ogni influenza-cagotto-vomitino per due anni e mezzo, ora sta facendo scorta.
Mr G resiste ad ogni attacco, Fujiko con l'unico anticorpo malconcio che le è rimasto soccombe regolarmente, il micrognomo spesso e volentieri segue il fratello.
Lascio alla vostra immaginazione le nostre splendide nottate.
Siamo oramai esperti nell'aspirare naso (sì, quella roba orribile che pare di ingoiare moccolo), spargere vicks, infilare supposte alla cieca, somministrare antibiotici, provare febbre ad una tarantola impazzita, dormicchiare nonostante tosse catarrosa, respiro pesante e risvegli frequenti.
Lo so questo post, di per sè potrebbe fungere da anticoncezionale, ma non è questa l'intenzione, sia chiaro.
"Il primo anno è così: due giorni a scuola e tre a casa" sentenziavano le porta-sfighe l'anno scorso a Fujiko. Ebbene se è così non dico per tutti, ma per molti, ecco, la domanda sorge spontanea: a che serve l'asilo nido?
Voglio dire chi come me è sprovvisto di nonni tappabuchi come si organizza durante le lunghe assenze?
Per me significa spostare clienti, rimandare lo studio (mica all'infinito però, echeccavolo), provare ad organizzarmi con Mr G. No, perchè cercare di memorizzare l'effetto della proteica C reattiva nelle malattie acute con un duenne logorroico febbricitante in giro per casa è un'esperienza da provare solo sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, di quelle toste però!
Tutto questo per dire: voi come fate? Urgono consigli.
Mr G resiste ad ogni attacco, Fujiko con l'unico anticorpo malconcio che le è rimasto soccombe regolarmente, il micrognomo spesso e volentieri segue il fratello.
Lascio alla vostra immaginazione le nostre splendide nottate.
Siamo oramai esperti nell'aspirare naso (sì, quella roba orribile che pare di ingoiare moccolo), spargere vicks, infilare supposte alla cieca, somministrare antibiotici, provare febbre ad una tarantola impazzita, dormicchiare nonostante tosse catarrosa, respiro pesante e risvegli frequenti.
Lo so questo post, di per sè potrebbe fungere da anticoncezionale, ma non è questa l'intenzione, sia chiaro.
"Il primo anno è così: due giorni a scuola e tre a casa" sentenziavano le porta-sfighe l'anno scorso a Fujiko. Ebbene se è così non dico per tutti, ma per molti, ecco, la domanda sorge spontanea: a che serve l'asilo nido?
Voglio dire chi come me è sprovvisto di nonni tappabuchi come si organizza durante le lunghe assenze?
Per me significa spostare clienti, rimandare lo studio (mica all'infinito però, echeccavolo), provare ad organizzarmi con Mr G. No, perchè cercare di memorizzare l'effetto della proteica C reattiva nelle malattie acute con un duenne logorroico febbricitante in giro per casa è un'esperienza da provare solo sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, di quelle toste però!
Tutto questo per dire: voi come fate? Urgono consigli.
lunedì 10 gennaio 2011
Cosa fa il coccodrillo?
"Il coccodrillo come fa...non c'è nessuno che lo sa..."
Dalle feste natalizie questa è la colonna sonora della nostra vita. Grazie al regalo della zia M. il piccolo gnomo ascolta imperterrito ed in eterno rewind questa canzone.
Non si limita ad ascoltare, dopo una settimana di messa in onda ne trae anche conclusioni filosofiche:
"Mamma!"
"Dimmi gnomo"
"Ma alloa il coccodillo non fa un ca..o!"
Giuro, non lo so come gli sia uscita dalla bocca o come gli sia entrata nel cervello, giuro che non lo so.
La pedagogista che è in me ancora soffre di gastrite, la mamma, purtroppo, lo confesso, ha sorriso. Diciamo è scoppiata in una fragorosa risata (mea culpa, lo so ora mi fustigo con il gatto a nove code).
Voi rimanete impassibili di fronta alle parolacce dei vostri figli? Ammesso che siano così maleducati come il piccolo gnomo da dirle, è ovvio.
Dalle feste natalizie questa è la colonna sonora della nostra vita. Grazie al regalo della zia M. il piccolo gnomo ascolta imperterrito ed in eterno rewind questa canzone.
Non si limita ad ascoltare, dopo una settimana di messa in onda ne trae anche conclusioni filosofiche:
"Mamma!"
"Dimmi gnomo"
"Ma alloa il coccodillo non fa un ca..o!"
Giuro, non lo so come gli sia uscita dalla bocca o come gli sia entrata nel cervello, giuro che non lo so.
La pedagogista che è in me ancora soffre di gastrite, la mamma, purtroppo, lo confesso, ha sorriso. Diciamo è scoppiata in una fragorosa risata (mea culpa, lo so ora mi fustigo con il gatto a nove code).
Voi rimanete impassibili di fronta alle parolacce dei vostri figli? Ammesso che siano così maleducati come il piccolo gnomo da dirle, è ovvio.
lunedì 3 gennaio 2011
Co-sleeping
Noi siamo per il co-sleeping.
venerdì 24 dicembre 2010
A te micrognomo
Caro micrognomo, che sei arrivato tra noi veloce come un fulmine, piuttosto famelico e con il piglio di chi sa ciò che vuole. Che mi hai regalato iperemesi, gengivite e orticaria, perchè, si sa, le cose più preziose vanno sudate.
Che, sfidando le leggi della genetica sei, inspiegabilmente, biondo con occhi blu, facendo sospettare a tutti uno scambio in culla, non fosse altro che quella notte eravamo solo io e te in quella sala travaglio.
Che sei partito buono buono per poi farci passare nottate piuttosto intense, durante le quali, non lo nego mi sono chiesta spesso "chimelafatttofà", che tra coliche, reflusso e vattelapesca ancora non ci ho preso la mano.
Che sei sveglio, allegro, innamorato del tuo fratellone che ti abbraccia e ti dice "ti voglio bene", salvo venderti al miglior offerente quando strilli troppo.
La tua mamma si perde ogni giorno di più in quegli occhi blu come il mare, ti chiede spesso scusa per il nervoso, per il suo sentirsi spesso inadeguata, per le notti durante le quali preferirebbe un pugno nello stomaco piuttosto che alzarsi al freddo per cambiarti o per farti riaddormentare, salvo, poi, contemplarti rapita quando ti appisoli accartocciato tra le sue braccia.
Siamo arrivati a cinque mesi. Hai mangiato la tua prima pappa senza batter ciglio, con tuo fratello era scattato l'allarme rosso. Credo che resti di quella prima pappa siano ancora nascosti in qualche anfratto della cucina, non so se verranno mai più ritrovati.
Che la tua mamma, spavalda ed incosciente, era sicura che con il secondo sarebbe stata una sgambata, era certa di essere pronta e non lo era affatto, perchè lei vuole sempre misurarsi con tutto e si scopre ogni volta fragile ed inesperta e si chiede sempre come facciano gli altri a fare meglio di lei.
Questa mamma pasticciona e spesso infantile oggi, alla vigilia di Natale, vuole rinnovarti il suo amore ed augurare a tutti quelli che passano di qua feste serene e spumeggianti.
Che, sfidando le leggi della genetica sei, inspiegabilmente, biondo con occhi blu, facendo sospettare a tutti uno scambio in culla, non fosse altro che quella notte eravamo solo io e te in quella sala travaglio.
Che sei partito buono buono per poi farci passare nottate piuttosto intense, durante le quali, non lo nego mi sono chiesta spesso "chimelafatttofà", che tra coliche, reflusso e vattelapesca ancora non ci ho preso la mano.
Che sei sveglio, allegro, innamorato del tuo fratellone che ti abbraccia e ti dice "ti voglio bene", salvo venderti al miglior offerente quando strilli troppo.
La tua mamma si perde ogni giorno di più in quegli occhi blu come il mare, ti chiede spesso scusa per il nervoso, per il suo sentirsi spesso inadeguata, per le notti durante le quali preferirebbe un pugno nello stomaco piuttosto che alzarsi al freddo per cambiarti o per farti riaddormentare, salvo, poi, contemplarti rapita quando ti appisoli accartocciato tra le sue braccia.
Siamo arrivati a cinque mesi. Hai mangiato la tua prima pappa senza batter ciglio, con tuo fratello era scattato l'allarme rosso. Credo che resti di quella prima pappa siano ancora nascosti in qualche anfratto della cucina, non so se verranno mai più ritrovati.
Che la tua mamma, spavalda ed incosciente, era sicura che con il secondo sarebbe stata una sgambata, era certa di essere pronta e non lo era affatto, perchè lei vuole sempre misurarsi con tutto e si scopre ogni volta fragile ed inesperta e si chiede sempre come facciano gli altri a fare meglio di lei.
Questa mamma pasticciona e spesso infantile oggi, alla vigilia di Natale, vuole rinnovarti il suo amore ed augurare a tutti quelli che passano di qua feste serene e spumeggianti.
giovedì 16 dicembre 2010
No alle famiglie numerose
"Due maschi? Non cercherai la femmina?"
"Due figli? Manca la femmina, ma tre sono troppi".
"Due? Io ne ho fatto uno e mi sembra anche troppo!"
"Due è il numero perfetto, adesso basta!"
Due pare siano tollerati. Quando si sfora dal numero perfetto, la gente tende a non sopportarlo. Premesso che non penso avrò altri figli per ragioni del tutto personali, e premesso anche che me ne dispiaccio, proprio fatico a capire perchè tre-quattro figli generino tanta indignazione.
Ho amici o conoscenti che hanno avuto l'ardire di generarne più di due, eppure, se memoria non mi inganna, nessuno mi ha mai inviato la retta dell'asilo, non me ne hanno smollati due a tradimento scappando a gambe levate, non ho avuto la sorpresa di ritrovarmi un figlio acquisito nello stato di famiglia.
Come dire: sono fattacci loro.
Eppure, pare proprio ci avviamo ad essere una società "child free", ovvero: fuori i pargoli dalle palle.
Sempre più ristoranti, alberghi, appartamenti di villeggiatura negano l'accesso alle famiglie dotate di figliolanza, specie se numerosa.
Non si tollerano i loro giochi, le loro urla, il loro baccano. Lo so che ci sono genitori maleducati che se ne fregano se i figli disturbano (io i miei non li porto quasi mai al ristorante perchè il loro tempo di tolleranza è pari a zero), però questa cosa mi rattrista.
Davvero vogliamo che ai nostri figli venga negato l'accesso nei locali alla stessa stregua dei cani (a mio avviso ben più tollerati)? Li lasceremo fuori legati al guinzaglio? Il passo è breve.
"Due figli? Manca la femmina, ma tre sono troppi".
"Due? Io ne ho fatto uno e mi sembra anche troppo!"
"Due è il numero perfetto, adesso basta!"
Due pare siano tollerati. Quando si sfora dal numero perfetto, la gente tende a non sopportarlo. Premesso che non penso avrò altri figli per ragioni del tutto personali, e premesso anche che me ne dispiaccio, proprio fatico a capire perchè tre-quattro figli generino tanta indignazione.
Ho amici o conoscenti che hanno avuto l'ardire di generarne più di due, eppure, se memoria non mi inganna, nessuno mi ha mai inviato la retta dell'asilo, non me ne hanno smollati due a tradimento scappando a gambe levate, non ho avuto la sorpresa di ritrovarmi un figlio acquisito nello stato di famiglia.
Come dire: sono fattacci loro.
Eppure, pare proprio ci avviamo ad essere una società "child free", ovvero: fuori i pargoli dalle palle.
Sempre più ristoranti, alberghi, appartamenti di villeggiatura negano l'accesso alle famiglie dotate di figliolanza, specie se numerosa.
Non si tollerano i loro giochi, le loro urla, il loro baccano. Lo so che ci sono genitori maleducati che se ne fregano se i figli disturbano (io i miei non li porto quasi mai al ristorante perchè il loro tempo di tolleranza è pari a zero), però questa cosa mi rattrista.
Davvero vogliamo che ai nostri figli venga negato l'accesso nei locali alla stessa stregua dei cani (a mio avviso ben più tollerati)? Li lasceremo fuori legati al guinzaglio? Il passo è breve.
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