sabato 9 ottobre 2010

A Sarah

A te piccola Sarah, che il mostro l'hai trovato a casa, nascosto dietro al sorriso di uno zio. Tu che avevi sogni, speranze, gioie che si sono schiantate contro il muro della follia, la follia di quell'uomo che avrebbe dovuto proteggerti. Non l'ha fatto, nessuno ci è riuscito.
E come al solito ci si chiede se si poteva prevedere, se quella follia è davvero esplosa in un giorno di fine estate o se, al contrario era lì in ombra, forse non in vista, ma in ombra sì.
Possibile che un atto tanto orribile si sia scatenato così all'improvviso? Possibile che questo uomo fosse tanto bravo da nascondere il suo impulso malato?
Non lo so. Un ammonimento: guardiamoci in giro e non fingiamo di non vedere, anche quando fa male, anche quando vorremmo nascondere la testa sotto la sabbia.

martedì 28 settembre 2010

I terribili due (mesi).

Due mesi. Sono già passati due mesi dalla nascita del micrognomo.
Due mesi intensi, faticosi, teneri, gioiosi. Perchè per Fujiko i primi tre mesi sono i più destabilizzanti, scanditi da ritmi anarchici, da sintonie da stabilire, da routine da consolidare, dalla dedizione totale.
I miei figli non sono mai stati bambini che "dove li metti stanno". No. generalmente loro, dove li metti non vogliono stare.
Sono stati due mesi scanditi da pianti lunghi (eterni), a qualunque ora del giorno e della notte, quel pianto che ti entra dentro, che lo senti anche quando tutto tace,. Coliche, reflusso, difficoltà ad addormentarsi, crisi serali...chi lo sa!
L'impotenza di fronte a queste crisi è terribile, ti schiaccia come un macigno, poi il sollievo quando tutto tace, l'essere riuscite a calmare il proprio piccolino, l'incertezza di quanto durerà la tregua.

Con il piccolo gnomo, ricordo, sono stati tre mesi terribili: non sapere a cosa si va incontro, immaginarsi un fagottino tenero da coccolare, scontrarsi con il bimbo reale che è diverso da quello immaginato, sognato. Con Tommaso eravamo già preparati, se così si può dire, ma la fatica si fa sentire tutta.

Ci sono momenti tenerissimi, quando me lo coccolo tutta la notte, il suo profumo di borotalco, quella simbiosi che ti riempie il cuore, vedere che si calma solo con te, sono attimi irripetibili, che con il micrognomo cerco di godermi giorno per giorno.
Me lo stringo come non ho mai fatto con Pietro per il terrore di viziarlo, cazzate. Sono fermamente convinta che prima di essere indipendente un bambino abbia bisogno di sperimentare l'attaccamento, solo allora saprà staccarsi, saprà essere sicuro.
Per questo me lo tengo con me il più possibile, non ascolto nessuno questa volta, faccio come mi dice l'istinto che, sono certa, non sbaglia.
Sul sonno farò un post a parte, comunque abbiamo optato direttamente per il lettone: si svegliava ogni ora, ogni mezzora, per noi impossibile fare diversamente. Ora le cose vanno meglio, i tempi si sono fatti via via più lunghi.

Comunque, come avete visto nella foto del post precedente il piccolo gnomo è tenerissimo con il fratellino, non è mai stato geloso e questo, sono certa, è un dono del cielo!!

lunedì 6 settembre 2010

Inserimento al nido

L'ora x è finalmente arrivata: il piccolo gnomo ha iniziato oggi l'inserimento al nido. Fujiko emozionata come una bambina, ha varcato la soglia dell'asilo serena come dal dentista prima dell'estrazione di un molare.
Consapevole dell'importanza educativa del raggiungimento dell'autonomia del proprio cucciolo, avrebbe voluto scavare un fossato intorno al nano per proteggerlo non si sa bene da che cosa: dai bambini dispettosi, dalla maestra megera, dall'ambiente ostile, dalla strega nera...
Ok, calma, i cambiamenti spesso mi sfuggono di mano, mi creano ansia, il nano sta crescendo.
Con mia grande sorpresa dopo dieci anni passati a lavorare con i bambini nelle scuole, Fujiko ha "stranamente" trovato una maestra dolcissima, dei bimbi stupendi da mangiare, un ambiente rilassato e divertente. Il piccolo ha addirittura mangiato una pera intera: a casa l'avrebbe lanciata al cane senza degnarla di uno sguardo.
Il nano ha giocato, corso, riso, saltato cercandomi davvero poco (ingrato) e questo ha rincuorato Fujiko.
Bravo cucciolo, sei davvero il mio piccolo ometto!!

lunedì 23 agosto 2010

Notti a casa Fujiko


Ore 19-21: pianto furente per coliche.
Ore 21: messa a letto del piccolo gnomo.
Ore 21.30: poppata, rutto, rigurgito, nanna.
Ore 11.30-12: poppata, rutto, rigurgito, nanna.
Ore 3:  poppata, rutto, rigurgito, nanna.
Ore 4: sveglia del piccolo gnomo per incubo notturno, vuole la mamma.
Ore 4.30: poppata, rutto, rigurgito...il micrognomo è pronto per affrontare una nuova giornata. Dopo vari tentativi, alle 6 si riaddormenta.
Fujiko si fa leggera come una piuma, non respira: trattiene. Non cammina: vola. Non pensa: neuroni bloccati dal sonno.

Ore 7: sveglia del piccolo gnomo "mamma vojo titto"
"Tesoro, te lo dà papà".
"No, me lo dai tu".
Ecco. Appunto.

Come dire: a casa Fujiko, la notte, vige l'entropia più totale.
E' in notti come queste che Fujiko si domanda incessantemente, seza risposta, se riprodursi non sia puro autolesionismo.
Ai posteri...

 

giovedì 5 agosto 2010

Nascita del micrognomo


Caro micrognomo, sei arrivato tra noi finalmente, e hai deciso di farlo con due settimane di anticipo, proprio il giorno in cui il tuo adorato papà discuteva la tesi.
Non ho potuto presenziare alla discussione, trascorrendo l'intera giornata al pronto soccorso a causa di una terribile orticaria di probabile origine gravidica che, non solo mi costringeva a grattarmi come un'appestata, ma mi dava quell'aspetto attraente tipo Pimpa che non dimenticherò più.
Ricordi quando ti dissi che non avrei gradito altre sorprese fino al termine della gravidanza? Ecco, forse in quel momento eri distratto...

Subito dopo l'induzione sono partite le contrazioni, inizialmente blande e poi via via sempre più intense in un crescendo regolare. Quando sono divenute ritmiche nel tempo, ho allertato l'ostetrica: attenzione, voglio l'epidurale!
"Sei dilatata di 2 cm circa, considerando che è il secondo figlio, meglio andare in sala travaglio".
Ok, mi rilasso, il dolore è piuttosto intenso, ma mi consolo, tra poco l'analgesia lo allevierà.

Entro in sala travaglio alle 00.10, chiamano l'anestesista al telefono, tra poco arriverà. E poi il delirio: le contrazioni non mi danno tregua, sono forti e senza pause.
Inizio ad agitarmi: dove cazzo è l'anestesista? Guardo l'orologio sono passati solo cinque minuti.
Vedo le facce allarmate delle ostetriche, ad un certo punto realizzo che il travaglio procede velocemente e non ci sarà tempo per la santa punturina: inizio ad imprecare, stringo forte il braccio di non-so-chi, mi dispiace ma è la prima cosa che ho trovato.
"Non so se svenire, vomitare o morire" chiedo delirando.
Intanto abbassano velocemente il lettino, arriva la ginecologa, si vestono col camice verde. Ohi, ohi, qui ci siamo, penso.
"Spingi" mi dicono.
"Non spingo finchè non arriva l'anestesista!" grido loro.
"Arriva, ma tu intanto spingi, con due spinte nasce" mi risponde l'ostetrica.
"Non sono capace di partorire senza epidurale, non ce la faccio" piagnucolo.
"Solo due spinte e il tuo bimbo nasce"
"No, voi mentite, dite sempre così, ci vorrà ancora un'ora, non ce la faccio" mi impunto.

E poi l'istinto, la necessità di spingere, una spinta, due spinte, la testa è fuori. Terza spinta ed esce il corpicino di Tommaso. Sono le 00.38.
La vita è un miracolo che ogni giorno si rinnova.

Un rignraziamento particolare alle ostetriche e ai medici dell'ospedale  S. Orsola di Bologna: persone che svolgono il loro mestiere con competenza e passione.


 




 

venerdì 30 luglio 2010

E' arrivato!

Alle ore 00.38 di sabato 24 luglio è atterrato tra di noi veloce come un fulmine Tommaso-micrognomo. Veloce, quasi indolore, piuttosto famelico.
A presto il resoconto dettagliato.